La Forza di un Marchio

Fu lunga e travagliata la scelta del nome da dare alla nostra società: dovevamo in estrema sintesi caratterizzarci come “sistema” capace di sviluppare progetti industriali tecnologicamente innovativi, dove l’ingegneria potesse esprimersi a tutto campo, una Global System Engineering, un'azienda per i mercati internazionali.

Quando siamo nati, alla fine degli anni ’80, spirava aria di libertà, di Europa Unita e non potevamo non identificarci con: European; sentivamo i vagiti della rivoluzione informatica, volevamo esprimere le nostre conoscenze tecnologiche e industriali, che sintetizzammo con: Industrial; ma volevamo farlo mettendo a servizio dei processi tutta la nostra capacità ingegneristica e quindi semplicemente:Engineering. Decidemmo dunque per “European Industrial Engineering”

Certo, eravamo consapevoli di sfidare le leggi alla base della comunicazione: avevamo optato per un nome lungo, il cui acronimo, EIE, risultava poco fluido a una lettura in inglese!

Non fu meno articolata la definizione del logo: volevamo un simbolo che evocasse sensazioni più eloquenti di quanto fosse in grado di raccontare al semplice osservatore, che sapesse comunicare più di quanto l’uomo fosse in grado di trasmettere direttamente.

Un logo capace di trasmettere messaggi e allo stesso tempo fosse il contenitore/veicolo dei messaggi stessi. Un logo universale e atemporale. Un logo come concetto, ma anche un concetto trasformato in logo.

Scegliemmo quindi di utilizzare direttamente le lettere dell’acronimo, così da dare immediata corrispondenza al nome della società, ma soprattutto connotarne l’essenza. Lo facemmo baricentrando il tutto sulla centralità del “servizio industriale” prestato.
Né uscì una proposta dove le due E “abbracciavano” la I: EIE.

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E si doveva far presto. Incombevano alcune proposte di lavoro e intanto decidemmo per una soluzione “fai da te”. Contemporaneamente Lavorammo con uno studio di grafica per elaborare i concetti sopra espressi. Né uscì, di lì a poco, un logo che suscitò pareri contrastanti, ma che si distinse da subito per la sua acuta visibilità.

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C’era del carattere: le due "E" erano state destrutturate a forma di ali ad accentuare il senso di abbraccio, un vero e proprio sostegno a quella "I", a quell’essere veicolo di processi per l’industria.
Abbiamo anche lavorato molto sui colori. Si era partiti con le mode di allora: arancio, viola, giallo. Ma volevamo significare “oltre”.

Erano nei nostri occhi, nella nostra mente e nei nostri cuori la catastrofe di Bhopal in India nel 1984, l’incidente nucleare di proporzioni epocali, nell'aprile 1986 a Černobyl nell'Ucraina sovietica e quello con esiti particolarmente drammatici della petroliera Exxon-Valdez in Alasca nel 1989.

Scegliemmo il colore azzurro del cielo e il verde dei prati per significare una particolare sensibilità al rispetto dell’ambiente e un equilibrio con la natura, lasciando al grigio il messaggio della spinta all’innovazione tecnologica.

Ci piacquero subito quelle E destrutturate: porzioni di ali, accenti, apostrofi. Dovevamo anche rappresentare le quattro divisioni aziendali. Associammo a ognuna un colore del logo: il grigio alla Divisione Strutture, l’azzurro alla Divisione Meccanica e il verde alla Divisione Impianti. Ma il nostro obiettivo era anche quello di arrivare nel breve a costituire la Divisione Prodotti Speciali e scegliemmo per essa il colore rosso.

In occasione della ricorrenza dei primi 5 anni, era il 1994, producemmo una brochure istituzionale con una rielaborazione del logo, connotandolo attraverso un simbolo a forte radicamento territoriale: el leon in moeca* della Repubblica della Serenissima.

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Il 1999 fu segnato da un altro traguardo: l’ingresso di EIE nel settore della Radio Astronomia con l’acquisizione del primo prototipo di antenna del progetto ALMA – Atacama Large Millimeter Array. Sentivamo il bisogno di rinnovamento sia organizzativo e sia di assetto sui mercati. Era necessario rivedere anche l’immagine comunicativa.

Lanciammo un progetto globale: una nuova struttura aziendale, una diversa e più articolata organizzazione interna e una nuova immagine capace di connotare il percorso industriale sviluppato e di tracciarne le aspettative future.

Il nuovo filo conduttore del sistema d’identità di EIE venne associato agli elementi caratterizzanti il pianeta Terra. Quasi uno stare lì nello spazio, dove i telescopi, essenza ultima dei nostri progetti, guardano e da dove si può vedere il nostro pianeta con i suoi colori.
Una serie di tappe successive per definire la nuova identità:

Il restyling del logo: il segno e il font del logo sono ripensati per comunicare modernità e tecnologia attraverso l’uso coerente e pulito degli elementi grafici d’identità, in continuità con l’immagine passata.

Lo schiacciamento del logo come il pianeta Terra: la terra non è una sfera perfetta, ma un elissoide appiattito in corrispondenza dei poli, chiamato sferoide oblato.

L’inclinazione del logo come l’asse terrestre: l’entità dell’inclinazione varia tra circa i 22,5º e i 24,5º con un periodo di 41.000 anni. Attualmente è pari a 23º e 27’, la stessa utilizzata per l’inclinazione del logo EIE.

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Il nuovo logo di EIE: il rosso a caratterizzare la volontà di connotarsi come azienda completa: dall’idea alla sua attuazione, riprendendo il vecchio colore della divisione prodotti Speciali.

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Una precisa collocazione sui mercati attraverso una nuova declinazione del sistema d’identità. Tre colori ricavati dalla visione del pianeta Terra dallo spazio, per identificare la personalità delle tre nuove entità.

Il violetto: per la EIE Management & Contracting.
Il grigio: per la EIE Engineering & Design.
Il verde: per la EIE Production & Services.

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Questo segno è oggi il nuovo marchio di EIE. L’aggiunta della parola "GROUP" ne identifica il prefisso dei logotipi di tutte le Società per confermare graficamente il nuovo assetto di Corporate.

Il nostro logo oggi rappresenta la nostra evoluzione, pur mantenendo intatti i valori chiave di efficienza, innovazione, ricerca, cultura e partnership, in cui abbiamo creduto fin dall’inizio della nostra storia. Ci caratterizza come un’azienda che ha saputo mettersi in ascolto, rispondendo ai bisogni, talvolta ai sogni, di ambiziosi scienziati, aprendosi al mercato in continuo mutamento. EIE GROUP oggi è un’azienda dinamica, in continua evoluzione, integrata e in relazione coi propri interlocutori, tutti.

Nota: nessun logo di EIE GROUP può essere utilizzato senza autorizzazione.
Per qualsiasi informazione relativa all'uso di uno o più loghi aziendali, vi preghiamo di contattarci via mail: info@eie.it

  • ‘Moeca’ è un termine dialettale veneziano che significa sostanzialmente “molle” e col quale si identificano i granchi nel momento della muta, quando cioè abbandonano il vecchio guscio, ma non hanno ancora messo quello nuovo. Durante questa fase i granchi sono particolarmente soffici e molli e sono facile preda dei granchi adulti. Quando un granchio adulto cattura una moeca non ancora perfettamente molle da essere inghiottita, la trattiene addossata al corpo fra le chele.
    Quando si parla di “leon in moeca”, ci si riferisce proprio alla posizione nella quale è rappresentato il leone alato, che è visto frontalmente mentre trattiene con la zampa il vangelo, ricordando la posizione del granchio che trattiene la moeca.